10/12/2011
Crisi e sacrifici
Crisi e sacrifici? Non per tutti Perri e i suoi assessori
si aumentano lo stipendio (retroattivo da gennaio 2011)
(A conferma che la prepotenza e arroganza politica non è solo a Roma, basta guardare quello che succede a Cremona.)
Indifferenti alla crisi e agli appelli alla sobrietà, sindaco, vicesindaco ed assessori della giunta Perri – forse ammaliati dalle luminarie natalizie in stile Las Vegas – si sono aumentati lo stipendio. Una scelta che a giudicare dai primi commenti dei nostri lettori non piace ai cremonesi, peraltro alle prese con gli aumenti (Irpef, parcheggi, bollette ecc.) deliberati dalla stessa amministrazione. Ma non piace neppure ai dipendenti del Comune che hanno in corso con l’amministrazione un contenzioso durissimo sui premi dovuti.
Gli amministratori comunali avevano dovuto tagliarsi lo stipendio del 7% lo scorso anno per prevenire gli effetti dello sforamento dal patto di stabilità. Ieri, in Giunta, hanno deciso di riprendersi lo stipendio pieno con una scelta quanto meno inopportuna visto lo stato del Paese e della città. Il sindaco Oreste Perri passerà da 4.494 euro lordi a 6.420: il vicesindaco Carlo Malvezzi da 3.370 a 4.815, mentre tutti gli altri assessori sono 3.855: Francesco Zanibelli, Nicoletta De Bona, Luigi Amore, Jane Alquati (che tra l’altro è stipendiata con un secondo incarico in Provincia da oltre duemila euro), Maria Vittoria Ceraso, Francesco Bordi, Claudio Demicheli. Leggero ritocco anche per Alessio Zanardi, presidente del consiglio comunale passato da 2698 a 2840. Va precisato che non c’è tredicesima. Ma gli assessori se la faranno lo stesso prendendo gli arretrati da gennaio ad oggi: 1700 euro circa ma pagati tutti insieme.
Cittadini, ma anche forze politiche indignate contro la decisione della giunta Perri.
Tra i partiti, ecco la forte presa di posizione della Lega Nord, tramite il segretario provinciale Simone Bossi. “Premesso che, anche a fronte di questa notizia, oggi più che mai siamo convinti di aver fatto la scelta giusta uscendo dalla maggioranza – dice Bossi -, se questo è il cambiamento promesso viene da pensare che sono riusciti anche a far peggio del previsto”. “Aumentarsi gli stipendi del 7% in un periodo di forte crisi, specie per le famiglie – incalza il segretario della Lega -, è un pessimo segnale dalla politica e da amministratori che dovrebbero dare il buon esempio”.
Interviene duramente anche Alessia Manfredini, consigliere comunale del Partito Democratico: «Trovo la decisione della giunta di ripristinarsi i compensi all’anno 2010 con effetto retroattivo una decisione vergognosa e inopportuna – dichiara la Manfredini – Sulla retroattività (fatta a dicembre) mi sembra pure offensiva nei confronti dei cittadini con la crisi economica in atto e con l’aumento delle tasse. La giunta Perri dimostra, ogni giorno di più, la propria inadeguatezza politica. La sobrietà, il bene e il senso comune stanno da altre parti».
ORSO BRUNO


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