11/12/2011
Natale
Curzio Malaparte e il Natale
Leggendo qua e là ho trovato uno scritto di uno scrittore toscano: Curzio Malaparte ( 1898 – 1957 ) mi piace e lo ripropongo.
Tra pochi giorni è Natale, e già gli uomini si preparano alla suprema ipocrisia. Perché nessuno di noi ha il coraggio di dirsi che il secolo non è mai stato così poco cristiano come in questi anni? Perché nessuno di noi osa riconoscere che la magniloquenza degli uomini politici, la ‘ grande parata’ dei sentimenti evangelici, le processioni dei falsi devoti, servono soltanto a nascondere questa terribile verità: che gli uomini non sono più cristiani, che Cristo è morto nell’anima dei suoi figli, che l’ipocrisia è discesa dalla politica fin nella vita sociale, famigliare, individuale. In tutto il mondo, e anche in Italia, uomini malvagi, preparano nuove violenze, nuovi massacri: e tutti noi, come se nulla fosse, ci prepariamo alla commedia ( che una volta era la festa dell’innocenza) del Santo Natale. Non ci importa nulla di chi soffre. Non facciamo nulla per impedire la sofferenza, la miseria, il male, il delitto, la violenza, la strage. Stiamo cheti zitti e …. festeggiamo il Santo Natale. Tanta è la nostra incoscienza, che forse non ci accorgiamo neppure di essere complici della immoralità del mondo. E osiamo tuttavia parlare di avvenire di giustizia e di pace!
Vorrei che il giorno di Natale il panettone diventasse carne dolente sotto il nostro coltello, e il vino diventasse sangue, e avessimo tutti, per un istante, l’orrore del mondo in bocca. Vorrei che il giorno di Natale i nostri bambini ci apparissero all’improvviso come saranno domani, fra alcuni anni, se non oseremo ribellarci contro il male che ci minaccia: poveri corpi straziati, abbandonati nel fango rosso di un campo di battaglia.
Vorrei che la notte di Natale, in tutte le chiese del mondo, un povero prete si levasse gridando: “ Via da questa culla, vigliacchi, andate a casa vostra a piangere sulle culle dei vostri figli! Se il mondo soffre, è anche per colpa vostra, che non osate difendere la giustizia e la bontà, e avete paura d’essere cristiani fino in fondo! Via da questa culla, ipocriti: questo Bambino, che è nato per salvare il mondo, ha nausea e pietà di voi”.
Questo è uno scritto che potrebbe essere riscritto anche oggi, ed essere attuale.
Quello che mi auguro è che la buona novella sia la speranza per una riconversione. Quindi non essere più quei vili descritti da Malaparte ed essere degni di sostare alla culla.
11 dic. ’11
09:10 Scritto da: orsobruno1949 in cultura | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: curzio malaparte, natale, guerra, culla | OKNOtizie |
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